Collateral Damages - Ugo Lucio BORGA | Aosta - Museo Archeologico           Regionale Mar - Fino al 31 Marzo 2019.

Per info: paolameliga@libero.it

Domenica 24 marzo, alle ore 15.30 e 17.30
andrà in scena la performance teatrale Sarab: Miraggio. Una performance che vede la luce grazie al talento e alla determinazione di Lotto Andrea CarlottoMatteo CignaAlexine Dayné, i musicisti e le ballerine di Mamima Swan e SGMD, le luci di Luca Minieri.
(prenotazione obbligatoria al numero 0165.275902)
Ugo Lucio Borga.
Collateral damages.
In ambito di una grande restrospettiva dedicata alla guerra globale.
L’esposizione, curata da Daria Jorioz e accompagnata da un testo critico di Marco Maggi,
presenta 120 fotografie in bianco e nero del fotografo e giornalista valdostano Ugo Lucio
Borga, realizzate durante i suoi reportage nelle zone del mondo dove sono in corso conflitti
armati.Dalla Siria all’Iraq, dall’Ucraina al Bangladesh, in questo progetto fotografico Borga
focalizza la sua attenzione sulle vittime civili, documentando e testimoniando l’assoluta
drammaticità delle guerre del terzo millennio.
Attraverso una documentazione fotografica di grande impatto, realizzata da un
fotoreporter le cui immagini sono state pubblicate da diverse testate internazionali, la
mostra Collateral damages induce una riflessione sui problemi che affliggono l’epoca
contemporanea – dice l’Assessore Paolo Sammaritani.
Il lavoro di Borga da sempre si concentra sulle guerre, anche quelle dimenticate, sulle crisi
umanitarie e sulle questioni sociali e ambientali.Scrive in catalogo la curatrice: Lo sguardo
di Ugo Borga è lucido e severo, diretto e forte, crudo ma anche capace di un’inattesa poesia
nel cogliere la luce della speranza oltre il buio della distruzione e della desolazione. Le sue
fotografie non ci fanno sconti; hanno un’intensità emotiva e una qualità iconica in grado di
colpirci nel profondo, coinvolgendo la nostra dimensione interiore, umana, sociale.
Attualmente la mostra “Ugo Lucio Borga. Collateral damages” è visitabile presso il MAR
Museo Archeologico Reagionale di Aosta e resterà aperta sino a domenica 31 marzo 2019
La mostra è realizzata con la partecipazione di Paola Meliga Art Gallery Torino
Ci racconta Borga: “Gli uomini e le donne che ho incontrato nel corso di tanti reportage,
nella maggior parte dei casi, ignoravano il potere che stavano effettivamente servendo e
credevano sinceramente di uccidere e morire per una causa giusta e necessaria. A volte lo
era davvero, o almeno questa è la mia opinione, e solo l’intromissione di agenti esogeni,
perlopiù economici, interessati a trarre il massimo profitto dal caos, dalla destrutturazione
provocata dal conflitto armato, ha reso il loro coraggio e il loro sacrificio del tutto inutile.
stesso modo è necessario riflettere sulla natura del fotogiornalismo di guerra che, in virtù
della vicinanza, del coinvolgimento implicito ch’esso richiede, delle azioni ch’esso impone,
non può prescindere da un’idea politica dell’esistenza, per quanto personale, dell’autore.
Fotografare la guerra, fotografare gli esseri umani dolenti che ne sono travolti, prevede
un’intromissione, una frattura dei codici comportamentali che gli esseri umani
istintivamente applicano di fronte al dolore dei loro simili. A differenza della testimonianza
scritta, la cui azione può essere posteriore, la fotografia di guerra si realizza nell’attimo
stesso in cui uomini, donne, bambini, uccidono, soffrono, urlano, muoiono. Di più, il
linguaggio fotografico ci costringe alla disperata ricerca di un odine nel caos, di una
simmetria nel sangue, di una diagonale nella disperazione. Non per vezzo, s’intende: solo
le immagini potenti possono ambire a rompere il muro di indifferenza che rappresenta il
vero nemico da abbattere per un fotogiornalista.
Biografia:
Il lavoro di Borga da sempre si concentra sulle guerre, anche quelle dimenticate, sulle crisi
umanitarie e sulle questioni sociali e
ambientali.
Formato all’Accademia John Kaverdash (Milano), dove ha conseguito tre master in
fotografia di reportage, fotografia di moda e comunicazione visiva, Borga ha
realizzato
reportage di approfondimento in tutto il mondo co
prendo, tra gli altri, la primavera araba,
la guerra in Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Somalia, Sud
Sudan, Libia, Siria, Iraq, Filippine, gli scontri religiosi nel nord del Libano, la dittatura
Eritrea, il conflitto armato Ucraino.

I suoi lavori sono apparsi su molti giornali, riviste, tv e radio tra cui: Time magazine, Time
Lightbox (USA), The Guardian, The Observer, The Independent (Inghilterra), Die Zeit, Die
Welt, frankfurter allgemeine Zeitung, Brigitte, Cicero (Germania), La Vanguardia Magazine,
Zazpika (Spagna), La Croix, Courrier international (Francia), Die Presse (Austria), Tyzden
(Slovacchia), Haaretz (Israele) Gazeta Wyborcza (Polonia), Alpha Magazine, (UAE), Woz,
Neue Zurcher Zeitung, (Svizzera) Africa Magazine, Sportweek, La Stampa, Vanity Fair, Il Venerdì di Repubblica, Il
Corriere della Sera, Mondadori (Strade Blu), Rai3, Rainews24, Sky Tg24 Jetlag, Channel 4,
Radio24, Radio RSI, Laser.
E' rappresentato dalla Paola Meliga Art Gallery (Torino) e dall' Agenzia Prospekt
Photographers (Milano).
Nel 2011 ha ricevuto il primo premio Novinarska Cena Journalism Award per una serie di
storie sui ribelli durante la guerra libica.
Ha pubblicato: Il sudario di latta. Taccuini di guerra, Marco Valerio Edizioni, 2015; Soldat 1 Guerra in Ucraina 2016; La Luna si nasconde - Taccuini dall'Africa in guerra 2018.
53492894_2520658057962065_80050402161443
42560370_2272688469425693_71649238082251